Bernardo Bertolucci: l’ultimo grande Maestro del Cinema del Novecento

 

Vogliamo ricordare Bernardo Bertolucci l’ultimo grande Maestro del Novecento che si è spento all’età di 77 anni.

Bernardo Bertolucci è stato poeta, documentarista, regista, produttore, polemista, autore per eccellenza del cinema italiano, star del cinema internazionale. Fu’ regista di capolavori come Il ConformistaNovecento, Ultimo tango a Parigi, Il té nel deserto, Piccolo Buddha e L’ultimo imperatore che gli valse l’Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale.

È stato l’unico Italiano ad aver vinto un Oscar per la regia, considerando che Frank Capra, anch’egli assegnatario del riconoscimento, era italiano ma naturalizzato statunitense. Nel 2007 gli fu conferito il Leone d’oro alla carriera alla 64ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e nel 2011 la Palma d’oro onoraria al 64º festival di Cannes.

Bertolucci abbandona gli studi per il cinema facendo da assistente a Pier Paolo Pasolini, suo vicino di casa, ai primi passi come sceneggiatore nel mondo della settima arte. Con una camera a passo ridotto Bertolucci gira due cortometraggi amatoriali nel biennio 1956-1957, La teleferica e La morte del maiale.

Proprio grazie a Pasolini e all’interessamento del produttore Cino Del Duca, Bertolucci lavora come assistente nel primo film diretto dal letterato friulano, Accattone (1961).

L’anno seguente, con Tonino Cervi come produttore, realizza il suo primo lungometraggio, La commare secca, su soggetto e sceneggiatura di Pier Paolo Pasolini.

Ma Bertolucci si stacca ben presto dal mondo e dalla poetica pasoliniani per inseguire un’idea personale di cinema basata sostanzialmente sull’individualità di persone che si trovano di fronte a bruschi cambiamenti del loro mondo e di quello circostante, a livello esistenziale e politico, senza che essi possano o vogliano cercare una risposta concisa. Questa tematica sarà presente praticamente in tutte le opere di Bertolucci, a partire dal secondo film, Prima della rivoluzione (1964). Anche nei film che seguono, Bertolucci continua il suo personale discorso intorno all’ambiguità esistenziale e politica, soprattutto in Partner (1968), interpretato da Pierre Clémenti, in Strategia del ragno e con Il conformista (1970) con Jean-Louis Trintignant, opere presentate in diversi festival ma dallo scarso successo di pubblico.

Ma la grande notorietà per Bertolucci arriva nel 1972, con un film “scandaloso” che ha di fatto segnato un’epoca: Ultimo tango a Parigi, con Marlon Brando e Maria Schneider, Jean-Pierre Léaud e Massimo Girotti, dove il sesso è visto come unica risposta possibile, ma non definitiva, al conformismo del mondo circostante; i protagonisti di questo film, come quelli che seguiranno, sono esseri alla deriva, quasi sbandati, la cui unica via d’uscita è la trasgressione. Il film, dopo la sua prima proiezione a New York, subì notevoli censure in Italia che comunque non impedirono al film di piazzarsi secondo nella classifica degli incassi della stagione cinematografica 1972-1973.

Bertolucci incrementa la sua notorietà con le opere successive, da Novecento (1976), epico affresco delle lotte contadine emiliane dai primi anni del secolo alla Seconda guerra mondiale che si avvale di un prestigioso cast internazionale (da Robert De Niro a Gérard Depardieu, Donald Sutherland, Sterling Hayden, Burt Lancaster, D ominique Sanda a un cast di noti attori italiani come Stefania Sandrelli, Alida Valli, Laura Betti, Romolo Valli e Francesca Bertini), a La luna, ambientato a Roma e in Emilia-Romagna, in cui affronta lo scabroso tema della droga e dell’incesto, fino a La tragedia di un uomo ridicolo (1981), con Ugo Tognazzi.

Negli anni ottanta Bertolucci gira soprattutto all’estero kolossal di straordinaria potenza visiva. Nel 1987dirige in Cina L’ultimo imperatore, un grande successo internazionale che si aggiudica ben nove premi Oscar, tra cui quelli per il miglior film e la migliore regia; diventa così l’unico regista italiano insieme a Frank Capra a vincere il premio di categoria. Nel 1990 gira in Marocco il film Il tè nel deserto (1990), tratto da un romanzo di Paul Bowles, mentre nel 1993 è la volta del Piccolo Buddha con Keanu Reeves, ambientato in Nepal e negli Stati Uniti. In seguito torna a girare in Italia riprendendo le sue predilette tematiche intimiste con risultati alterni di critica e pubblico, a partire da Io ballo da sola (1996), per proseguire con L’assedio (1998) e The Dreamers – I sognatori (2003), che ripercorre una vicenda di passioni politiche e rivoluzioni sessuali di una coppia di fratelli, nella Parigi del 1968.

Nel 2012 gira la trasposizione cinematografica del romanzo Io e te di Niccolò Ammaniti, intitolata appunto Io e te. Inizialmente era intenzione di Bertolucci girare il film in 3D, ma ha rinunciato all’idea dopo aver riscontrato che questo tipo di proiezioni sono considerate appannaggio di film commerciali e riservati ad un pubblico giovanile.

Per il cinema Bertolucci ha scritto anche numerose sceneggiature per i film suoi e per quelli diretti da altri, due dei quali da lui prodotti. Ha avuto un’eperienza come attore con il film Golem – Lo spirito dell’esilio diretto nel 1992 da Amos Gitai.

 

Filmografia:

 

Regista

La commare secca (1962)

Prima della rivoluzione (1964)

Partner (1968)

Agonia, episodio di Amore e rabbia (1969)

Il conformista (1970)

Strategia del ragno (1970)

Ultimo tango a Parigi (1972)

Novecento (1976)

La luna (1979)

La tragedia di un uomo ridicolo (1981)

L’ultimo imperatore  (1987)

Il tè nel deserto  (1990)

Piccolo Buddha  (1993)

Io ballo da sola (1996)

L’assedio  (1998)

The Dreamers – I sognatori  (2003)

Io e te (2012)

 

Produttore

Sconcerto Rock (1982)

Io con te non ci sto più (1983)

Il trionfo dell’amore (2001)

Forward Ever, Backward Never (2009)

 

Attore

Golem – Lo spirito dell’esilio (1992)

La vera vita di Antonio H., regia di Enzo Monteleone (1994)

Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno (2001)

Evviva Giuseppe (2017)

 

Bertolucci stringe in mano l’Oscar alla migliore regia vinto per il suo film “L’Ultimo Imperatore”
Bertolucci sulla Walk of Fame

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