{"id":166,"date":"2018-03-25T10:07:14","date_gmt":"2018-03-25T09:07:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sabaudiaculturando.it\/blog\/?p=166"},"modified":"2019-03-25T14:51:28","modified_gmt":"2019-03-25T12:51:28","slug":"25-marzo-festa-patronale-della-nostra-citta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sabaudiaculturando.it\/blog\/2018\/03\/25\/sabaudia-culturando\/foto\/25-marzo-festa-patronale-della-nostra-citta\/","title":{"rendered":"25 marzo: Festa Patronale della nostra citt\u00e0."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.sabaudiaculturando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/CHIESA.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-167\" src=\"http:\/\/www.sabaudiaculturando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/CHIESA-300x288.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"288\" srcset=\"https:\/\/www.sabaudiaculturando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/CHIESA-300x288.jpg 300w, https:\/\/www.sabaudiaculturando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/CHIESA-425x408.jpg 425w, https:\/\/www.sabaudiaculturando.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/CHIESA.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>\u00a0in foto la chiesa della SS. Annunziata &#8211;<\/em><em>\u00a0tratta dal libro &#8220;Sabaudia nella storia&#8221;<\/em><\/p>\n<p>La progettazione della chiesa della <strong>SS. Annunziata a Sabaudia<\/strong> si deve agli stessi architetti vincitori del concorso bandito il 21 aprile 1933 dall&#8217;Opera Nazionale Combattenti per la stesura del piano regolatore della citt\u00e0 che stava per nascere.\u00a0\u00a0Gli architetti vincitori furono <strong>Gino Cancellotti, Eugenio Montuori, Luigi Piccinato ed Alfredo Scalpelli.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>La prima pietra della chiesa fu posta il 15 gennaio 1934, il ritardo con il quale se ne iniziarono i lavori fece si che il 15 aprile 1934, all\u2019inaugurazione di Sabaudia da parte del re Vittorio Emanuele III, la chiesa fosse ancora in costruzione.<\/p>\n<p>La prima celebrazione liturgica ci fu il 24 febbraio 1935, presieduta dall\u2019allora Vescovo della diocesi di Terracina, Sezze e Priverno, Mons. Pio Leonardo Navarra.\u00a0 Il 25 marzo 1935 fu celebrata con una grande festa la solennit\u00e0 della SS. Annunziata, Patrona della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Perfettamente inserita nello stile architettonico di Sabaudia, la chiesa intitolata alla <strong>SS. Annunziata<\/strong> rappresenta la costruzione principale del complesso religioso che intorno ad una piccola piazza metafisica raccoglie l\u2019isolato battistero dalla forma cilindrica e poi la canonica, il Convento delle Suore e l\u2019asilo. L\u2019edificio poggia su una larga base gradinata; la facciata porticata \u00e8 rivestita con lastre di travertino di due diverse tonalit\u00e0, mentre i fianchi esterni sono in mattoni rossi. L\u2019interno presenta un\u2019unica navata absidata, nella quale si aprono tre cappelle semicircolari per lato; sull&#8217;ingresso, \u00e8 collocato un ambiente per l\u2019organo e la cantoria. Ai lati del presbiterio, che risulta sopraelevato rispetto alla zona destinata ai fedeli da leggere rampe di scale, sono disposti due pulpiti marmorei sotto i quali si aprono gli accessi alla cripta. A sinistra, un raccolto ambiente appositamente progettato accoglie la Cappella Reale, mentre dall\u2019altro lato si accede alla sagrestia ed ai locali conventuali.<\/p>\n<p>La canonica, che si affaccia posteriormente sul piano superiore del chiostro porticato, al piano terra ospita diverse stanze destinate a vari usi; al primo piano sono invece le camere dei religiosi, il refettorio ed i servizi relativi. Insieme con gli edifici destinati alle suore ed all&#8217;asilo, la casa conventuale delimita lo spazio nel quale si erge il battistero a pianta circolare, rivestito esternamente con lastre di travertino che contribuiscono a renderne sfaccettata la superficie, ospita al suo interno, in posizione centrale, il fonte battesimale.<\/p>\n<p>La torre campanaria, anch\u2019essa interamente rivestita in travertino, sorge sul lato sinistro della chiesa. Dall\u2019alto dei suoi 46 metri risuona un concerto di quattro campane \u2014 in Fa diesis, Sol, La diesis e Do \u2014 realizzate nel 1934 presso l\u2019antica fonderia Lucenti di Roma.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019Annunciazione di Ferrazzi<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Il giorno dell\u2019inaugurazione, la nicchia che sovrasta l\u2019ingresso alla chiesa era ancora privo del mosaico commissionato a <strong>Ferruccio Ferrazzi<\/strong> (1891-1978), una delle personalit\u00e0 pi\u00f9 in vista nel panorama artistico contemporaneo ed autore di varie opere musive di notevole interesse. La chiesa della citt\u00e0 dedicata alla casa regnante non poteva che essere intitolata alla Vergine Annunziata, per la quale i Savoia avevano sempre nutrito una particolare devozione.<\/p>\n<p>Ferrazzi affront\u00f2 il tema coniugando l\u2019episodio evangelico con scene dal chiaro intento ideologico e celebrativo. L\u2019Annunciazione, rappresenta la figura di Maria e dell&#8217;Arcangelo Gabriele che conferisce all&#8217;opera una certa solennit\u00e0, in basso al mosaico viene rappresentato la &lt;&lt;redenzione&gt;&gt; dell&#8217;Agro Pontino da parte del regime, c&#8217;\u00e8 l&#8217;immagine del duce che trebbia il primo grano di Sabaudia affiancato anche se su un livello inferiore il Commissario dell&#8217;O.N.C. Valentino Orsolini Cencelli.<\/p>\n<p>E proprio la coesistenza di questi due piani rappresentativi quello religioso e civile\u00a0 sulla facciata della chiesa di Sabaudia rimanda al tentativo posto in atto in quegli anni dal fascismo per associare, in un\u2019ottica totalitaria, il cattolicesimo nel &lt;&lt;culto del littorio&gt;&gt;, la nuova religione laica dello Stato.<\/p>\n<p>Il mosaico \u00e8 alto 14,4O m e larga 3,80 per una superficie complessiva di 55 mq.<\/p>\n<p>Il compito di approntare le necessarie tessere di vetro smaltato fu affidato alla ditta Salviati di Venezia, uno tra i pi\u00f9 prestigiosi laboratori di mosaico monumentale dell\u2019epoca, che provvide anche alla loro composizione, condotta sotto la supervisione dello stesso Ferrazzi.<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione dell\u2019Annunciazione risale al 14 aprile 1935, al termine di circa due mesi di lavoro. Malgrado il suo indubbio valore artistico, alla caduta del fascismo il mosaico rischio di essere irrimediabilmente deturpato. La furia iconoclasta che dopo il 25 luglio 1943 travolse tutti simboli del regime stava infatti per abbattersi anche sulle immagini di Mussolini e Cencelli raffigurate sulla facciata della chiesa. Solo l\u2019intervento provvidenziale e deciso dell\u2019allora parroco, p. Agostino Montironi, riusc\u00ec a salvare l\u2019opera conservandola integra fino ai nostri giorni.<\/p>\n<p><strong><em>L\u2019 \u201cEcce Ancilla Domini\u201d di Corrado Vigni<\/em><\/strong><\/p>\n<p>A destra dell\u2019entrata, una cappella rettangolare ospita la statua\u00a0<em>Ecce Ancilla Domini<\/em>\u00a0di Corrado Vigni (1888-1956), scultore legato agli ambienti artistico \u2014 architettonici contemporanei maggiormente impegnati nella ricerca di uno stile espressivo &lt;&lt;littorio&gt;&gt;. L\u2019opera venne offerta alla chiesa di Sabaudia nell\u2019aprile del 1935 dalla commissione femminile del Comitato \u201cRe e Patria\u201d di Milano che intendeva onorare la nuova realizzazione del regime nell\u2019Agro Pontino. La Vergine Maria \u00e8 colta dall\u2019artista nell\u2019attimo che segue l&#8217;annuncio dell\u2019arcangelo Gabriele. La statua in marmo bianco di Carrara \u00e8 alta 1,75 metri.<\/p>\n<p><strong><em>La Cappella Reale<\/em><\/strong><\/p>\n<p>A sinistra dell\u2019altare maggiore un raccolto ambiente ospita la <strong>Cappella Reale<\/strong>. Donata alla chiesa di Sabaudia dalla regina Elena nel 1935, la Cappella era precedentemente situata all\u2019interno del palazzo Margherita a Roma, a partire dal 1901 residenza della vedova di Umberto I di Savoia ed oggi sede dell\u2019ambasciata degli Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p>La cappella \u00e8 nata come tributo alla memoria del Re d\u2019Italia ucciso a Monza nel 1900, la Cappella vers\u00f2 a lungo in stato d\u2019abbandono dopo che, alla morte della regina madre, nel 1928 il palazzo venne ceduto alla Confederazione fascista dell\u2019agricoltura. Da qui la decisione di farne omaggio alla nuova citt\u00e0 pontina intitolata alla dinastia sabauda.<\/p>\n<p>Il valore memorialistico dell\u2019ambiente disegnato dal direttore dell\u2019Ufficio tecnico della Casa Reale, Emilio Stramucci, \u00e8 testimoniato dall\u2019incisione in latino che ne sovrasta il portoncino d\u2019ingresso: OMNIPOTENTI DEO &#8211; IN HONOREM &#8211; BEATI HUMBERTI A SABAUDIA &#8211; ITALIE REGINA &#8211; DEVOTA MEMORIAE &#8211; HUMBERTI REGIS &#8211; CONIUGIS EXOPTATISSIMI &#8211; MDCCCCI \u00a0(Margherita di Savoia regina d\u2019Italia, devota alla memoria del re Umberto, coniuge tanto amato, a Dio onnipotente in onore del beato Umberto di Savoia &#8211; 1901).<\/p>\n<p>Sull\u2019altare, finemente intagliato in noce nostrano dal maestro ebanista Michele Dellera a cui si deve l\u2019intero allestimento artistico dell\u2019opera, \u00e8 collocato il tabernacolo che fa da piedistallo ad una statua lignea del beato Umberto III di Savoia (1129-1189).<\/p>\n<p>L\u2019illustre antenato della famiglia reale \u00e8 stato raffigurato dallo scultore Vincenzo\u00b7Cadorin (1854-1925) in atteggiamento estatico, avvolto nel proprio mantello con la mano destra sul petto, mentre la sinistra regge la spada sguainata e ritta, come si trattasse di una Croce. Ai lati della statua sono collocati quattro artistici candelieri. Il vestibolo \u00e8 ricavato nel retro dell\u2019altare, con il quale forma un corpo unico. Intagliata al centro del soffitto in legno di Bahia e circondata da dodici &lt;&lt;nodi Savoia&gt;&gt;, una particolare insegna araldica: nella duplice croce sabauda si \u00e8 infatti voluta ricordare la discendenza della regina Margherita dal ramo dei Savoia-Genova e, dunque, i suoi legami di parentela con la famiglia del consorte Umberto I. Il\u00a0 medesimo blasone \u00e8 riprodotto anche nella parte superiore delle vetrate laterali, dalla caratteristica decorazione policroma in stile liberty. Le pareti, damascate in rosso, accolgono due importanti tele del pittore Giovanni Piancastelli (1845-1926) che ritraggono altri illustri rappresentanti di casa Savoia: i beati Bonifacio (1207-1270) a sinistra, ed Amedeo IX (1435- 1472) a destra. Quest\u2019ultimo \u00e8 raffigurato con il collare dell\u2019Ordine della SS. Annunziata, sul quale \u00e8 inciso il motto &lt;&lt;Fert, Fert, Fert\u00bb, mentre Bonifacio indossa le caratteristiche insegne episcopali. Sui lati corti della Cappella sono inoltre collocati quattro tondi: in quelli dietro l\u2019altare sono effigiati i santi Barbara e Maurizio, negli altri sulla porta d\u2019ingresso san Martino e l\u2019arcangelo Michele. Le acquasantiere, a forma di conchiglia, sostengono quattro statuette in legno di tiglio che rappresentano san Maurizio in abito da condottiero romano mentre calpesta una divinit\u00e0 pagana, santa Margherita con ai piedi un drago alato, santa Chiara nell\u2019atto di pregare, Sant\u2019Elena che regge tra le mani il vessillo della Croce. Le prime due, poste accanto alla porta d\u2019ingresso, sono opera di Dellera, quelle ai lati del vestibolo del Cadorin.<\/p>\n<p>Nel 1985 l\u2019intero ambiente \u00e8 stato sottoposto ad un intervento di restauro conservativo.<\/p>\n<p><strong><em>Le vetrate istoriate<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel 1974 si pens\u00f2 di realizzare nuove vetrate policrome per i sei finestroni absidali dell\u2019edificio sacro. Nelle vetrate vi sono raffigurati episodi sia dell\u2019Antico e del Nuovo Testamento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0in foto la chiesa della SS. Annunziata &#8211;\u00a0tratta dal libro &#8220;Sabaudia nella storia&#8221; La progettazione della chiesa della SS. 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